. . . è t u t t o
u n e q u i l i b r i o s o p r a l a f o l l i a . . .
ABOUT
Non ci fermeranno mai! Siamo online
dal 1999, sotto diverse forme... Grazie per la tua visita! Aspiranti
giornalisti e scrittori, vignettisti e perditempo, se volete unirvi a
noi scriveteci! Non si finisce mai di
sognare...
Ho sconfitto il Maestro della Spada di Melée
Island e tutto quello che ho ottenuto è questa stupida maglietta. (Guybrush Threepwood)
In questo sito vige questa regola
ma non la rispettiamo mai.
Ce ne rendiamo conto
ogni giorno che passa
Abbiamo una vita privata.
Diciamo le parolacce
come tutti i bambini...
Oh yes.
E' un dato di fatto.
We like vaseline
Nun te scordà de bloggà!
Uomo con l'infradito:
AAARGH!
Casomai lo dimenticaste...
Qui non trovate loghi e
suonerie io le tue tu le mie
DICONO DI
NOI
Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di
una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft! (The Times)
Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con
Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei
Grandi. (Frankfurter Zeitung)
Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo
mai capito nulla. (La Repubblica)
Quando li abbiamo visti davanti
al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati
lontano. Poi infatti
sono entrati. (Il Corriere della Sera)
L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un
borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta! (La Gazzetta dello Sport)
Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza.
Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi! (Il Giornale)
Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo
dell'anno. Ma chi si credono
di essere? (La Nuova Ferrara)
Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi
un sito dinamico e irriverente si fa strada come può. (Il Resto del Carlino)
Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte
pura. (Topolino)
Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false,
ma sicuramente
ben raccontate. (PC professionale)
Un altro blog è possibile. (Diario)
Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi
spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai
quadri del Dovigo. (Ciak)
Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto! (Novella duemila)
Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato. (La Settimana Enigmistica)
Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita! (Elaborare)
I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come
tutti gli altri. Oh yes! (Rolling Stone)
This is
our blogchalk: Italy, Ferrara, Italian, English.
Siamo giunti alla prova finale. La tensione cresce, la colonna sonora aumenta di ritmo e il pubblico in sala è attento come non mai. In questa parte della storia si scopre finamente chi è il colpevole e se il film si concluderà a lieto fine oppure no. Per sapero però dobbiamo metterci all'ascolto. Ecco un link. Poi un altro. Infine tre bei puntini di sospensione...(fiato sospeso)...
In questo post abbiamo inserito dei link, ecco il risultato: prova1 prova4 settete cucù, E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale.
All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. In teoria questo post dovrebbe interrompersi in questo punto per poi proseguire cliccando sulla scritta.
Qui sembra essere tutto a posto eppure ci sono ancora milllle lavoretti da fare. Rimettiamoci al lavoro. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy. All works and no play makes Jack a dull boy.
Quando non conti più il numero di volte che hai provato a darlo, quando maledici il giorno in cui hai scelto un complementare che nulla aveva a che vedere con le tue già scarse capacità mentali, quando fa sempre più caldo, hai passato la notte in bianco e il prof arriva con due ore e dieci di ritardo e cambia aula tre volte. Quando ti guardi intorno e vedi gente molto più giovane di te, tra cui un tipo intortato in discoteca a novembre 2003 e mai più rivisto, che ti fissa ammirando il tuo sfacelo di vetustà. Allora e solo allora, un attimo prima di alzare bandiera bianca, l'assistente bionda ti consegnerà il CompitoDeiTuoiSogni, capolavoro di chiarezza e semplicità, come se ti avessero letto nel pensiero quali domande preferivi, in che ordine, con quale carattere grafico. Lo svolgi in sei minuti ed esci a godere il sole come per la prima volta.
Che parta in pole position oppure quarto, non fa differenza. Vince. Alla fine, vince sempre lui. Tranne una volta solo, quest'anno ha vinto sempre lui. E nonostante questo, non riesco a odiarlo, non riesco a sperare in una vittoria di qualcun altro. Certo, sarebbe meno noioso, ma andrebbe a scalfire una stagione unica. C'è chi, ormai annoiato, si augura che gli scoppi una gomma, che venga battuto da quel concentrato di mediocrità che è Barrichello, che accada qualsiasi cataclisma a impedire la certa vittoria. "Non c'è gusto così, ormai vince sempre lui", obiettano gli smaniosi di spettacolo sportivo, di bagarre e di gare interessanti che evitino la placida pennichella domenicale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. Ci sono i vincenti antipatici, e ci sono i Vincenti talmente Vincenti, che superano l'umano e invidioso concetto di antipatia per il Vincente, lo scardinano con la loro incredibile capacità di vittoria: con i loro risultati (le ha vinte praticamente tutte quest'anno, cacchio, e in che modo) macinano record e sgretolano gli sbuffi annoiati. Vanno oltre: scrivono la storia di uno sport, e tu hai la fortuna (?) di vederli all'opera. La Vittoria che fagocita se stessa, si gonfia all'inverosimile, perde i crismi di una sterile supremazia costante, diventa Perfezione, e nello sport la Perfezione va ammirata, va osservata e contemplata. A questo punto, che Schumacher le vinca tutte, le gare, fino alla fine del Mondiale.
Succede che Alberto Puliàfito, regista, nonchè autore de L'Indignato, organizzi un rodeo multimediale, sulla scia dei tanti blogrodei organizzati in passato da tanteautorevolipersonalità. Come al solito c'è un tema su cui ognuno può scrivere liberamente sviluppando una storia, un pensiero, una sceneggiatura... Il migliore viene questa volta premiato con la realizzazione di un cortometraggio prodotto da Alberto in persona. Incuriosito dalla cosa partecipo con il testo seguente, scritto pigramente sul divano il giorno prima di un esame, senza troppo pensarci su. Succede che non si vince, ma il sottoscritto porta a casa l'"ambitissimo" premio: Miglior soggetto "impossibile da realizzare", poichè in effetti il testo non è di facile trasporto in immagini. Che dire...grazie grazie, non me lo aspettavo, troppo buoni, non vi dovevate disturbare, ecc... Vabbè, ecco il mio stupidissimo e sconclusionato racconto. Dimenticavo: il tema era "BENVENUTI NELLA MACCHINA".
- Benvenuti nella macchina. - Cosa? - Benvenuti nella macchina - ripetè - è il tema da sviluppare per compito questa settimana. Chiara chiuse il quaderno sorridente, si alzò dalla sedia e corse verso il fratello maggiore, steso sul letto. - Ma che razza di tema sarebbe? Non vuol dire niente! - si lamentò il fratello. - Beh non è vero, potresti dar spazio alla fantasia e interpretarlo in mille modi possibili, no? - lo interrogò Chiara con fare speranzoso. - Si, si…un’altra volta magari ok? - Dai fratellone lo so benissimo che non hai voglia ma per favore fatti venire qualche idea…tra pochi giorni dovrò consegnare il tema e qualcosa dovrò pur aver scritto… Lo sai che non sono una cima in queste cose. - disse Chiara facendo irresistibili occhidolci. - Fammi pensare: benvenuti nella macchina… cosa potrebbe voler dire? Che so, un uomo entra in una macchina dove ad aspettarlo c’è un equipe di ingegneri che l’hanno progettata e gliela vogliono far provare. Così lui entra e loro soddisfatti in coro: “Benvenuto nella macchina!”… Chiara sorrise. Amava sentire le cazzate che suo fratello si inventava ma sapeva che le sarebbe stato di grande aiuto se solo gli fosse venuta un’idea originale. - Dai smettila! Ti pare abbia senso? - obiettò allora. - Si, un pochino si. Altrimenti aspetta… C’è un computer che all’accensione ti dice: Benvenuto nella macchina! Come frase di apertura…uhm…no no troppo stupido. Senti non mi viene in mente niente, facciamo che ci penso, ci dormo su e poi ti so dire qualcosa, va bene? Benvenuti nella macchina…che razza di tema assurdo. - Va bene va bene - si arrese Chiara. Prese il quaderno dal tavolo dove l’aveva lasciato e andò di sopra nella sua cameretta. Chiara viveva in quella casa da ormai 12 anni con il padre e il fratello e conosceva ogni angolo della sua stanza. Riordinava spesso ogni cosa con maniacale precisione. Le magliette nel primo cassetto, il diario segreto nella seconda mensola, la chiave per aprirlo nel salvadanaio, i libri di scuola in libreria, le foto strappate del suo primo amore alle medie sul fondo del cestino, sempre pieno. Soltanto quel cestino si concedeva come unico posto “disordinato”. Entrando allegra e canticchiante quel pomeriggio le saltò quindi subito agli occhi un foglietto giallo fatto a pezzettini minuscoli e gettato nel cestino in cima al mucchio di altre scartoffie. Incuriosita dal foglio che sembrava non appartenerle, recuperò i pezzettini uno ad uno. C’era la finestra aperta così la porta sbattè per il vento e Chiara sobbalzò trafelata come se l’avessero colta con le mani nel sacco. Ricompose i pezzi per formare il testo così com’era e con orrore lesse la frase sul bigliettino giallo: “b e n v e n u t a n e l l a m a c c h i n a”. Un gridolino stridulo le uscì dalla bocca ma la mano che isitintivamente portò alla bocca tentò di soffocarlo sul nascere. - Che bastardo! Ma che scherzi fa? - penso tra sè e sè Chiara, poi si accorse che il fratello non si era mosso da camera sua ed inorridì. Girandosi per andar verso la porta scoprì il computer acceso. C’era una pagina tutta blu a tutto schermo e non era il solito errore di Windows. C’era scritto solo un breve testo in alto a sinistra: benvenuti nella macchina. Chiara non capì più nulla. Corse giù per le scale gridando aiuto e chiamando a gran voce il fratello ma non lo trovò nella sua stanza. C’era odore di marcio sulle scale e scesa al piano terra trovò la tv accesa su una televendita di pentole. Non c’era nessuno nella stanza ma la porta di casa era aperta. Chiara uscì in giardino e non potè non accorgersi della bellissima macchina che era parcheggiata proprio sul vialetto di ingresso. Non era la macchina che aveva sempre conosciuto. Era un modello bellissimo, rosso, luccicante e sportivo. A bordo c’erano 4 persone, vestite di bianco. Chiara non distinse quasi chi fossero, nè se li aveva mai visti prima. Si avvicinò trafelata e chiese: - Avete visto mio fratello? Chi siete voi? Di chi è quest’auto? Non fece in tempo a terminare la domanda che in coro le 4 algide figure dissero in perfetto unisono: - BENVENUTA NELLA MACCHINA! Chiara corse via, impaurita. Vide persone per strada e tutte la salutavano con quella frase, i giornali nelle edicole aprivano con la stessa notizia senza senso: benvenuti nella macchina! C’erano manifesti con quella frase attaccati ovunque manco fosse periodo di elezioni, c’erano negozi con grandi cartelli attaccati alle vetrine, radio accese con canzoni dal contenuto insensato, perfino gente che indossava magliette dal messaggio alquanto criptico… ovunque si girasse vedeva quella scritta. Un uomo la afferrò per la camicetta appena svoltato l’angolo e Chiara non fece in tempo a dire niente. - Ragazzina…benvenuta nella macchina! Benvenuta nella macchina! Benvenuta nella…m a c c h i n a !…
Chiara si svegliò. Non era più lungo le strade del suo quartiere, non c’erano pazzi che urlavano quella frase, non c’era più niente. Aveva sognato. La mente di una ragazzina di 12 anni l’aveva portata ad un volo pindarico assurdo. Si trovava su un divano, in una stanza semibuia. C’era lo stesso odore di marcio delle scale di casa sua. Abbastanza rincuorata si alzò, avvicinandosi all’unica flebile luce bianca che vedeva. Illuminava uno specchio malandato in un angolo. C’era una scritta strana fatta con il rossetto sulla superficie. Chiara preferì non leggere neppure. E scoppiò a piangere.
Domani sera, 13 luglio, a partire da mezzanotte circa, anche noi saremo in onda sulle frequenze di Radionation con la prima puntata di un nuovo programma dal titolo ancora indefinito. Sarà un esperimento, vedremo di cavarcela, nonostante le mille insidie che si nascondono dietro una radio online. Al mio fianco ci sarà il fedele Attimo e forse anche qualche ospite speciale che passerà per questi lidi in serata. Solo musica di qualità, i pezzi brutti non ve li passiamo, anche sulla base delle vostre richieste. Parleremo di musica, di sport, di attualità e, ahimè, di blog. Sia chiaro, si improvvisa, abbiate pietà. Per comunicare con noi durante la trasmissione potete usare i commenti di questo post, oppure venire in chat (server: irc.dal.net canale: #radionation oppure via web qui). Senza dimenticare i fedeli ICQ (38379708), MSN (zioego@msn.com) e SPLINDER (zioego@splinder.com) per chi vuole...Vi aspettiamo!
Non so come la pensiate voi, ma questa notizia la trovo agghiacciante. Non ho un’idea precisa in merito all’eutanasia, tendenzialmente sono favorevole, ma così mi sembra troppo. Fin che si tratta di adulti in possesso della capacità di intendere e di volere ed in presenza di una legislazione precisa, credo rientri nei diritti di un essere umano quello di smettere di soffrire e di accanirsi con terapie inutili sul proprio corpo. Pensare che questo diritto possa valere per i bambini (Chi decide? I genitori? I bambini stessi?), se pur in presenza di malattie incurabili, mi fa accapponare la pelle.
[http://trentamarlboro.splinder.com] Il sole è ormai basso e penetra flebile dalla finestra. C'è ancora puzza di fumo quando entro nella stanza d'albergo al primo piano dello Sheraton. Trentamarlboro è seduto su una poltrona di pelle, in penombra e mi fissa sorridendo mentre entro. - Questa è la trentesima - dice, spegnendo con decisione l'ultima sigaretta della giornata nel posacenere - come cazzo ci arrivo a sera? - Cambia nick e smettila di lamentarti, piagnone! - faccio io, ed il ghiaccio è rotto.
Signor Trentamarlboro, sei il primo blogger che ha osato chiederci un’intervista ed è stato accontentato subito. Non ti senti un po’ raccomandato? Bèh, signor TheEgo, “raccomandato” mi sembra una parola grossa: perché non riveli ai tuoi lettori le micidiali tariffe di Ciccsoft? Superare la fila costa come una vacanza in California, fottutissimo strozzino! Vabbene, diciamolo: questa intervista di fine estate è celebrativa dei primi centomila contatti sul tuo blog. Davvero credi ancora al contatore di Splinder? Guarda che ti abbiamo sgamato: la metà sono reload tuoi che non hai di meglio da fare! E ora come la mettiamo? La mettiamo così: dei reload si è costantemente occupata, e costantemente si occupa, mia nonna Rachelina. Ogni santo giorno! Io mi sono limitato ad affidarle il mouse, convertendo il suo Parkinson in un lavoro socialmente utile… Vediamo di capirne un po’ di più sul tuo conto. A gennaio, stanco di fumare soltanto, decidi di aprire un blog e di scagliarti contro Simon Le Bon. Un po’ come sparare sulla Croce Rossa… No, aspetta: il titolo del blog, “Simon Le Bon è sempre stato un ciccione”, indica semplicemente un habitat generazionale e un’attitudine caratteriale. Dichiara, cioè, i miei 33 anni e la mia passionaccia per l’ironia. Punto. Se avessi voluto “scagliarmi contro” qualcuno, avrei scelto automaticamente l’abominevole Tiziano Ferro. Oppure, extrema ratio, i Gemelli Diversi! Hai presente la frase di Elio “tu che sogni quel cicciobombo dei Take That”? Ogni generazione coccola, affettuosamente, il proprio “cicciobombo”. E io mi coccolo Simon…
Capita che la finale di ginnastica artistica venga mandata in replica la mattina dopo e si sentano gli allegri commentatori (io continuo a dare 2, ma loro continuano a meritarseli...) discutere tra loro sulle possibilità di medaglia di Cassina. Capita anche che Rai Sat(3) faccia finta di fare la diretta del Galà della ginnastica artistica, e ad un certo punto il commentatore faccia la gaffe dicendo "in questa mattinata ateniese" invece di "stasera", come aveva fatto per il resto della cronaca. Pietoso il tentativo di dare una spiegazione della cosa. Pietoso anche il continuo evitare di dare i risultati degli eventi pur di accaparrarsi due o tre spettatori in più...senza contare che, come faccio notare dall'inizio delle Olimpiadi, sembra che certi sport proprio non vengano contemplati nel calendario olimpico... Capita anche che il doping popoli quest'edizione olimpica come non mai (0 con frustate...): è stata raggiunta una cifra di atleti positivi pari alla somma di quelli riscontrati ad Atlanta e a Sidney. Evidentemente in molti hanno pensato che nella ridente Grecia i controlli fossero meno severi (8). Sono spuntati sul mercato anche strani aggeggi, o meglio protesi riempite d'urina "pulita" per ingannare i controlli. Non c'è molto da dire, se non: "Che tristezza..."
Chiariamo: che si scannino pure a sangue, non mi interessa più di tanto. Sto aspettando la finale di pallanuoto femminile e quindi non ho molto da fare. Ma ora, miei compagni di viaggio nel mondo dei blog, fermiamoci un attimo. Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq (ok, è una delle mie solite metafore del cazzo). Breve riassunto della vicenda tramite link, che non mi va nemmeno di starvi a riassumere. Il lancio del sasso. La reazione. Dagli all'untore. La ripercussione. Ma non sono i post in se, che mi hanno lasciato un pò basito. Quanto i commenti. Leggeteveli tutti, si è scatenato un vero e proprio assalto contro un atollo. Una singola persona accerchiata da una schiera. E a me queste situazioni impari non mi sono mai state eccessivamente simpatiche. Mi si dirà: il suddetto atollo se l'è cercata, sfociando dal virtuale a insulti personali. Bene, se si sfocia dal virtuale, le questioni si sistemano nel reale. Non si alza su un polverone virtuale. Detto ciò, non avrei scritto questo inutile post, se non avessi letto queste ultime parole: E togliti dalle palle. Un post cazzuto, ma la conclusione mi ha fatto storcere il naso. Da dove si dovrebbe togliere? Dalle palle di chi? Viva il mondo dei blog, così tanto virtuale nel non prendersi sul serio.
Sono nella casa dove abitavo da bambino
Riconosco ogni oggetto
La disposizione dei mobili, i colori
La luce era diversa negli anni settanta,
ho riconosciuto anche quella
Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi
anni nessuno
Abbia toccato la mia roba
C'è un'intera brigata dell'esercito
britannico li dentro
Rosa
Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l'attacco
imminente
Ma l'attacco non avverrà mai
Il divertimento per me era disporre i soldatini come se
dovessero affrontare
un ingaggio particolare,
e poi, senza che nulla avvenisse,
cambiare la disposizione
Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa
L'ufficiale ha il braccio teso davanti a se mentre sta per
prendere la mira
la testa piegata verso l'alto mi guarda implorante: "Vado?".
Ho richiuso il cassetto
Ho setacciato tutta la stanza in cerca di quello che avevo
lasciato
Ho trovato tutto meccanicamente come se non avessi bisogno di
ricordarne la posizione
Devo aver fatto un bel casino perchè mia madre è entrata
Giovane e bellissima
Rideva
Mi ha preso in giro
Una strana calma, una calma enorme
Non so cos'è
Ma non ho mai pianto tanto
come al risveglio
Ho rifatto il percorso che mi portava dalla scuola alla casa dei
miei
La prima volta dopo venticinque anni
C'è una sensazione che non ho
mai più provato
Non abito più lì da sempre
Ho avuto una vita
Altrove
E' solo una stupida villetta con uno
sputo di giardino,
ma sarà la prima cosa che comprerò
quando sarò ricco.
S P E C C H I E T T O X
L E A L L O D O L E
Google ne va ghiotto ma qui non li trovi!
Britney Spears
Harry Potter
Matrix
Shakira
David Beckham
Jennifer Lopez
Pamela Anderson
Christina Aguilera
Angelina Jolie
50 cent
Vodafone
Ikea
Eros Ramazzotti
Gigi d'Alessio
Melissa P
Miserabile fallimento
Ad averci i soldi di Inzaghi
Ferrari
Sony
Bmw
Disney
Ryanair
Pagine bianche
Meteo
Trenitalia
Carabinieri
Nokia
Hewlett packard
Xbox
Vasco Rossi
Giorgia
Costantino
Vitagliano
Halle Berry
Selvaggia Lucarelli
M
A R C H E T T E
ARTICOLO 21 DELLA
COSTITUZIONE ITALIANA Tutti hanno diritto di
manifestare liberamente il
proprio
pensiero con la parola,lo scritto
e ogni altro mezzo di diffusione [...]